MDJ+ NOVELS COFFEE NIGHTS AND LIFE IN MILANO CITY

Nome: OCCHI PERSI
MDJ+ Occhipersi. Lost Eyez. Italiano. Milano è la sua city. sappiamo soffrire e soffrendo vinciamo. teorie degli stadi everyday. ama bar di periferia e quote difficili da sopportare.
neorealistic style. via padova. occhi verdi, 26 estati e respiri sconvolti nel vento di un altro incendio. si perde dentro le notti di Milano e nel cielo freddo di un altro santo giorno che nasce a est. cuori forti e denti stretti grazie a Dio.
Nuovo Cinema Paradiso, Le Ali Della Libertà, Backdraft, Any Given Sunday.
Anni di autoproduzioni tra copisterie jamz e concerti. Nel 2000 Beograd BBoyz con Castelvecchi e Robba Coatta. Nel 2004 Spregiudicati con Arcipelago Edizioni.
Ex 05 si continua a giocare..









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Back in blog. tanto lavoro e altre cento cose. e poi non mi visualizzava le immagini..demoralizzato!!
ma adesso piano piano un cm alla volta come dice adige.
Milano neve e sole. Io guardo il cielo diventare notte e mi sparo giuliano palma che, come dice abo, ha una voce che ti scioglie..
Domani piola alle 08.00 e lavoro massivo. Devo mettermi a scrivere the brand new book..
Forse è ora di tornare a bere caffè e lavorare a mille progetti quando la notte riempie le strade..
Pomeriggio di studio prime dell'esame di mercoledì..il Paradiso..splendido..il cielo profuma di freddo e purezza..e stanotte Milano lasciava senza fiato..paradise. you're beautiful..
La bella Milano..quella del blocco auto che mi accende l'entusiasmo di scannare per le strade in bici col sole bello e l'aria fredda dal profumo di inverno..mille km oggi..pizza sotto casa col mio socio e caffè corretto grand marnier..poi corsa a casa di lei..poi ancora strade..Milano mia..
La double di lavoro prima delle feste ha portato me e Mattia a orari da capogiro, cose turche di altri tempi..non ricordavo più come ci si sentiva con quella sensazione di sonno perenne e di insonnia alle due del pomeriggio. Non prima delle cinque del mattino. Nè giovedì nè venerdì. Blackcoffee all’assalto.
Giovedì sera avevamo la play cup al locale (Al 22) vicino a casa, vicino all’ufficio in zona loreto. Ci vado in bmx felicissimo mentre mi sparo hip hop savage sull’mp3. Sono preso bene, la penultima notte di lavoro prima di due settimane di festa più o meno (escludendo studio devastante per esame).
La serata scorre via in un istante e io non bevo neanche troppo. Bene bene. Finiamo alle due e poi corriamo in ufficio a scambiarci regali bellissimi. Al fornaio sempre aperto di viale Brianza facciamo il pieno di focacce, croissant e io una lattina di birra. In ufficio tra risate e sighe facciamo le quattro meno venti. Mentre secco la birra accendo il pc e mi connetto alla mail. Nella posta in arrivo c’è una mail commovente di Mario, nostro amico-contatto di lavoro del Rollin Stone che ci augura buon Natale con tutto il cuore. Lui è ancora al locale, sono le quattro, non possiamo non vederlo. Così prendiamo la Clio di Mattia e scanniamo verso il rolling a palla di fuoco. Freddo ooooohh. Arriviamo proprio mentre i buttafuori scagliano in strada gli ultimi paganti e chiudono la porta. Mario esce e ci abbracciamo felici mentre ridiamo e abbiamo tutti gli occhi un po’ lucidi. Forse il freddo, forse perchè è proprio bello quest’istante. Poi arriva Luca, socio di Mario ma non meno amico. Lui e Cillo. Sono tutti e due in situazione esagerata, Luca vuole una birra e in uno 02 ci troviamo al bar del secondo livello a bere beck’s e a raccontarcela liberi da tutti gli schemi di sempre. Fantastico. Ci salutiamo con mille abbracci e torniamo sotto l’ufficio. Prendo la bmx stringo Mattia e volo a letto. orario 05.30. Buh.
In tutto il giorno che segue e che precede le 20.30 di venerdì dormo si e no 4 ore. Alle nove meno venti arriva il Matti appena tornato da New York (non Mattia socio, Matti felicì).

La situazione è questa. Io e Mattia stasera lavoriamo al The Club, abbiamo lista aperta e mezza organizzaziao di questa festa di Natale che si annuncia strafiga. Io sono stato invitato dalla Marti e dalla Rossy a una festa di Natale in casa a Milano centro. bellissima. mille bottiglie chili di affettato e mille modelle esaù. Ci sono lo Ska il Marchino il Geghino Eddy e mille altri amici. Il Matti racconta storie savage di guardaroba e di boccettine di vodka a newyork Sighe libere in casa. alè. Il progetto undercover è quello di portare tutti al The Club in seguito. 40 persone se vengono tutte è il delirio. In realtà la direzione after party dei ragazzi verte tutta verso castelbarco the skiff. Quindi mi scanno mille vinelli e mi faccio portare dal Matti verso il the club dove Mattia mi aspetta da un’ora al freddo devastante. In macchina spariamo i pezzi heavy rotation che spaccano i locali di newyork e io mi prendo bene da paura sognando di andarmene nella grande mela. Poi però guardo fuori dal finestrino e vedo Milano e capisco che la mia newyork è qua. Non scollatemi mai dal mio amore. Dalla mia city. Arrivo al the club in forma smagliante, ora corrente 00.30. Creiamo un paio di maneggi e poi entriamo, sono le due. Balliamo fino alle 04.30. Poi passiamo due ore fuori con gli amici di Mattia a fumar sighe e dire cazzate. facciamo le 06.
Gli amici di Mattia volano via e noi due ci imbuchiamo in bar silenzioso appena aperto. due croissant a testa appena arrivati dalla pasticceria coffee e cappuccino. Lo stringo forte e salgo sul taxi. E’ il mio socio. dal finestrino guardo la città che dorme e so che la amo. Socchiudo gli occhi, sorrido. Il tassista è mega, fa mille scorciatoie e mille sporche, musica bellissima. Arrivo in un attimo. pago 9 euro. meno che a New York. Mando mex a Mattia. lui a me, socchiudo gli occhi. ore 07.00. bellissimo..
Sempre più spesso mi rendo conto di parlare un italiano ricco di upgrade e di neologismi che troppa gente non capisce. E in effetti il mio slang a volte risulta essere ostico e inaccessibile a chi non mi conosce che da poche ore, a chi conosco per motivi di lavoro, a chi incontro per strada quando lavoro.
Quello che io parlo è l’evoluzione dell’evoluzione impostata dai ragazzi anni fa. Da quando esco con loro, ho imparato a fare mie certe espressioni, altre le ho regalate alla fantastica causa dei ragazzi altre sono solo spuntate da zero. Sta di fatto che vedere questa cosa come un elemento negativo è un errore. Qua si va avanti. Siamo la nuova avanguardia.
Prendiamo due parole diventate ormai storiche, FRIZZO e BISANZIO. Il papà di questi termini è il Marchino, detto anche Marcaino o Marchinesh. FRIZZO è un aggettivo che significa, stile frizzante, qualità invisibile ma presente, l’acqua frizzante ha più additivi rispetto a quella naturale. Vuol dire entusiasmo situazione mood sempre in positivo.
Frizzo non ha subito mutazioni ma lo usiamo per qualunque situazione.
BISANZIO è sempre del Marchino. Tutto è cominciato con l’assedio bizantino, una metafora che va a significare il tentativo continuo senza calcoli. Tutti all’attacco. Senza paura, alè all’assalto, delirio totale. Da assedio bizantino si passa a dire solo bisanzio, poi diventa bizzantì, poi diventa bizza. Lo usiamo ovunque. Es. “frizzo bizantino”, “ieri sera era il bisanzio”, “devo studiare un cazzo di libro bizantino” o “sbatti bisanzio”
Gianfri (che dai ragazzi è chiamato anche Capitano, Giaps o Capz) due anni fa si mette a dire “NON CE LA FACCIO” e sta frase diventa in un secondo la hit dei ragazzi, un intercalare presente ovunque. Es “ieri sera ho studiato dieci ore” “non ce la faccio” oppure, metti che la tua squadra segna all’ultimo minuto, sei felicissimo e dici “Non ce la faccio!!!” quindi questa frase può avere sia connotazioni legate a uno sbattimento sia a un evento felice. Col tempo diventerà NN CIA’ FACCIO. Capite? qua si va veloci, si contrae, si corre sulle frasi.
Io ho portato alla fama il FELICISSIMO, BELLISSIMO, CONTENTISSIMO. Il Matti per prendermi in giro esaltava la pronuncia facendolo diventare FELECESSIMOO, che poi sempre per lo stesso motivo è diventato FELICI’ CONTENTI’ BELLI’, spesso sillabato, es FE-LI-CI’. “ti ho portato una bottiglia di birra” “Fe-li-cì!!”
Ho evoluto anche un modo di dire del Giaps, BOTTA D’ANSIA, che poi è diventato ANGOSCIA che io ho fatto diventare ANGOISS, usato sempre come esclamazione, sinonimo di CAZZO DI ANSIA oppure ANSIA DEL BISANZIO.
Teo mi ha attaccato il modo di chiamare i soldi. Euro scompare e lascia il posto a ROE.
“costa 100 roe” splendido e molto versatile, suona da panico. Viene dal riocontra. Cioè spostare l’ultima sillaba della parola e anteporla al resto (es del riocontra casa=saca, vecchio=chiove, loreto=tolore) c’è da dire che in modo puro euro diventerebbe roeu, solo che la pronuncia e il parlare hanno limato l’ultima lettera. ROE è scorrevole e bello da dire.
Zampa (zac, zesh, zef) ha portato alla ribalta CICLONE per dire delirio di alcol. Il Bonj usa spessissimo SEI IMPRESENTABILE anche se a volte diciamo SEI IMPR, sempre per definire la situazione in cui tu non ce la fai più da quanto hai bevuto.
BRILLA non so bene chi l’abbia portato alla luce ma so che lo Ska e il Giaps lo usano always. Io tantissimo. chiaramente significa sigaretta. Nell’evoluzione più selvaggia brilla a volte si trasforma in BRILLETTA, BRINNA o in DIBRILL.
“ESPLODO” è usato per dire “vado via”, voila qualche esempio “mi aspetti?” “no sto esplodendo” oppure tu mandi un messaggio perchè il tuo amico in aula studio non c’è più e lui ti risponde “EXPLODED”
A livello temporale usiamo dire “ci vediamo tra UN DEX”, “arrivo tra un FIVE” “viene tra un CINQUE” “vengo a trovarti, sto un CINQUE per una BRILLA BIZANTINA ed ESPLODO”
Per definire qualcosa che non c’è più, una situazione che è scomparsa, un possibile incontro ormai non più attuabile si dice SALTAT. Es stai aspettando a cena un tuo amico per fare mille partite alla play e lui ti manda un messaggio con scritto “non ce la faccio, SALTAT” oppure “allora facciamo aperitivo assieme?” “SALTAT devo lavorare”
Nell’evoluzione delle cose SALTAT ormai viene pronunciata SALCHAC.
E un po’ assomiglia al modo del Matti di chiamare una serata passata a ballare al Ventaglio Cafè stile Geghe..SVENTAGLIATA. Si usa sia come affermazione sia come interrogazione. Es “cosa hai fatto ieri sera?” “SVENTAGLIATA” oppure “non so cosa fare stasera” “SVENTAGLIATA?” pronunciato sempre molto avanguardia cioè SVENCHAGLIACHA.
Poi c’è SMALTO. Che si usa per dire relax, sciallo, tranquillità incondizionata. Abo (cachi cakz kakaito, abacus) lo usa spessissimo. Es “sono SMALTATO a casa FELICISSIMO mentre fumo mille BRILLE”
Per definire di qualcosa che dovevi fare ma hai preferito soprassedere dici GHIACCIO o GABBIANI. Es “dovevo dare l’esame e invece GABBIANI” oppure “ah così? GHIACCIO?”
GHIACCIO si è evoluto in ICE col passare del tempo.
Per definire uno che se la mena di brutto o quando fai troppo il figo diciamo FENOMENO.
E Giaps ha evoluto questo termine in SAMTINLAIKA (proviene da quel pezzo hip hop something like a phenomenon) Es “Mi sono fatto tre tipe ieri sera e tutte erano felici di me” “SAMTINLAIKA?”
Mattia per definire situazioni incomprensibili di mille tipine sconvolte usa IL MONDO BAH.
Es “com’è andata ieri sera socio?” “IL MONDO BAH” così. conciso. senza fronzoli.
Poi c’è BIFF. E qua si entra in filosofia. Lo usi come esclamazione quando qualcosa non va bene, ma lo puoi usare anche quando una situazione si rovina tutto a un tratto. Il verbo è BIFFARE che vuol dire battere, fottere, ingannare, superare. Es hai appena preso un gol e la partita finisce “BIFF”. Abo lo usa in corsa. Se un mio giocatore a pes riceve un filtrante e si trova da solo davanti al portiere lui dice “BBIFF!!!!!” oppure lo usi nel seguente modo “ti ho dato 3-0 ti ho BIFFATO!” se ti cade una sigaretta per terra mentre la stavi fumando dici “BIFF!”
L’evoluzione ha portato BIFF a diventare PIFF anche se si è mantenuta in prevalenza la forma originaria.
Il pallone da calcio viene chiamato BIGLIA. Es “ho voglia di giocare alla BIGLIA” o “dammi la BIGLIA”
Per la prima puntata è abbastanza. I prossimi upgrade dei ragazzi al prossimo post. Yee
Cose della serie tu sei qui da sola / sono anni che mi urtano / mi rovinano da troppo tempo / l'ultimo
bicchiere e me ne andrò / che non se ne può più di tutte queste storie finte che / si basano sui film ma non
ti danno mai qualcosa più di un freddo vuoto..
Ogni volta che sento questo pezzo di migliaia giorni fa mi tornano in mente centinaia di cose..
Devo dire grazie al lavoro che in questi giorni mi tiene lontano da tutti questi pensieri..
Adesso che lei non c'è più ci sono istanti in cui mi fermo a pensare, altri in cui mi fermo a desiderare
respiri affannati che mancano da troppo tempo. E sarebbe facile cercare nella lista del cellulare notti
troppo scontate. Ma non voglio più questo. mi sembra strano pensare queste cose..ma mi rendo conto di
aver bisogno di altro. Le notti finiscono al mattino e lasciano il vuoto attorno. E io non voglio una notte, io
voglio una socia.
Voglio qualcosa di più importante della pura sensualità. Il sesso è al secondo posto.
Ci sono soli e cieli da guardare assieme, ci sono respiri e sguardi. ci sono istanti.
Ma so che non li troverò così in fretta. e non sarà domani. e non sarà la prossima settimana. forse non
sarà neanche quest'anno. Dovrò aspettare. E imparerò a farlo..
Senza guardare le svolte e le scorciatoie. Senza colorare delle tinte che sogno storie che colori non
hanno..
Dentro al buio del locale / musica che è sempre uguale / luci basse che mi danno un po' fastidio / quelle gambe un po' intriganti / con le calze trasparenti / qui si fanno tutte belle ma chissà per chi..
Non ce la faccio..beccatevi questo link..
http://www.manikomio.it/sanremo2004/cantanti/piotta/piotta.asp

Pronti ad affrontare il freddo della city per promozione savage in piazza argentina..